 Da decenni si vuole trovare una soluzione al problema del "mezzogiorno". Con grande verve polemica Pino Aprile, giornalista pugliese ex direttore di Gente, spiega che il vero male del Sud è stata l'unità d'Italia, ma che forse c'è una via d'uscita, anche senza secessione. 'Terroni. Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del Sud diventassero meridionali', edito dalla Piemme è polemico, forte, appassionante. Fratelli d'Italia... ma sarà poi vero? Perché, nel momento in cui ci si prepara a festeggiare i centocinquant'anni dall'Unità d'Italia, il conflitto tra Nord e Sud, fomentato da forze politiche che lo utilizzano spesso come una leva per catturare voti, pare aver superato il livello di guardia. Pino Aprile, pugliese doc, interviene con grande verve polemica in un dibattito dai toni sempre più accesi, per fare il punto su una situazione che si trascina da anni, ma che di recente sembra essersi radicata in uno scontro di difficile composizione. Percorrendo la storia di quella che per alcuni è conquista, per altri liberazione, l'autore porta alla luce una serie di fatti che, nella retorica dell'unificazione, sono stati volutamente rimossi e che aprono una nuova, interessante, a volte sconvolgente finestra nella facciata del trionfalismo nazionalistico. Terroni è un libro sul Sud e per il Sud, la cui conclusione è che, se centocinquant'anni non sono stati sufficienti a risolvere il problema, vuol dire che non si è voluto risolverlo. Come dice l'autore, le due Germanie, pur divise da una diversa visione del futuro, dalla Guerra Fredda e da un muro, in vent'anni sono tornate una. Perché da noi non è successo? Pino Aprile Giornalista e scrittore, pugliese, residente ai Castelli Romani, anni di lavoro a Milano. È stato vicedirettore di "Oggi" e direttore di "Gente"; per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all'inchiesta a puntate "Viaggio nel Sud" e al settimanale di approfondimento del TG1, Tv7. Per Piemme ha scritto Il trionfo dell'Apparenza, sul deludente esordio del terzo millennio, Elogio dell'imbecille, Elogio dell'errore, accolti con successo e tradotti in molti paesi, adottati in alcuni corsi universitari di management. In Spagna, Elogio dell'imbecille è stato a lungo in testa alle classifiche. Dopo le dimissioni da "Gente", si è dedicato alla sua "malattia", la vela (ha anche diretto il mensile "Fare Vela" e scritto libri di mare e vela per Magenes, Il mare minore, A mari estremi, e per Electa-Mondadori, Mare, uomini, passioni). Redazione Tuttiinpiazza |