 Napoli - Questa estate la notizia è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo: l’azienda che ha letteralmente spopolato lanciando sul mercato le coloratissime Crocs rischia il fallimento. Sembra che sia proprio sull’orlo della bancarotta e che in pochi mesi abbia già licenziato duemila dipendenti. Questa volta la moda e la crisi non c’entrano. I motivi che hanno trascinato l’azienda di Boulder (Colorado) sul lastrico sono altri: uno su tutti proprio il materiale indistruttibile di cui sono fatte le Crocs. Infatti l’azienda, fondata da tre amici statunitensi, produce scarpe usando una schiuma ultra-leggera, anti-batterica e indistruttibile chiamata Croslite. Anzi forse anche troppo indistruttibile. Come ha commentato il Washington Post “Se un prodotto è di fatto indistruttibile, gli acquirenti raramente avranno bisogno di rimpiazzarlo”. Inoltre le Crocs sono facilmente imitabili: è quasi impossibile distinguere le originali dalle decine di contraffazioni, vendute ovviamente a prezzi nettamente inferiori. Le originali costerebbero, in Italia, circa 40 euro mentre le contraffatte solo 10 euro. Dal 2002, anno della sua fondazione, l’azienda aveva venduto in soli sette anni circa cento milioni di pezzi. A rendere le Crocs un vero fenomeno internazionale sono state le star che non hanno perso l’occasione di farsi fotografare con indosso i coloratissimi zoccoli: da George W. Bush a Steve Tyler, da Angelina Jolie (e figli) a Al Pacino e Jack Nicholson, per arrivare ai divi di casa nostra come Isabella Rossellini. Ma l’arrivo dei coloratissimi zoccoli ha letteralmente diviso il mondo della moda: da una parte ci sono quelli che dichiarano guerra alle calzature “da infermiere”, considerandole di pessimo gusto estetico. Dall’altra quelli che ne tessono le lodi, esaltandone soprattutto la comodità. E per l’occasione non poteva certo mancare anche un gruppo internazionale su Facebook ("I Don't care how comfortable Crocs are, you look like a dumbass" tradotto “Non mi importa quanto siano comode, se porti le Crocs sembri un cretino”) che conta più di 1 milione di iscritti. Nonostante le previsioni alquanto buie, l’azienda produttrice ha però un asso nella manica: George Clooney. L’attore si sarebbe offerto di aiutare l’azienda, ma non si sa ancora se come testimonial o comprando il pacchetto dell’azienda. Ma sarà sufficiente? Caterina Maria Fera |