 Caserta - Lo studio, commissionato dalla catena di grandi magazzini britannici Debenhams, lo dimostra senza ombra di dubbio: le “fashion addicted”, le malate di shopping, quelle che non si fermerebbero mai, quelle che passano ore a guardare le vetrine, a provare tutto ciò che gli capita sotto tiro, a confrontare prezzi e a scovare le ultime novità, bruciano ben 48 mila calorie l’anno. Non tutto il male vien per nuocere, insomma: e se da una parte causa gravi danni al portafogli, dall’altra andar per negozi ha l’indiscutibile pregio di metterci di buon umore e di donarci una linea invidiabile. Secondo i ricercatori, che hanno usato come “cavie” 10 shoppers (uomini e donne) e ne hanno intervistati oltre 2000, muoversi tra le vetrine permette di far fuori l'equivalente di 25 giorni di fabbisogno energetico quotidiano, ossia circa un mese di scorpacciate. In particolare in 2 ore e mezzo di shopping le donne coprono in media 4,7 km che, in un anno, corrispondono a 248 km: in pratica come se andassimo a piedi da Roma a Firenze! Più pigri invece gli uomini, che in media di km ne percorrono 2,5 e dedicano all’arte di fare compere appena 50 minuti. 9 su 10 degli intervistati sostengono di indossare sempre scarpe da ginnastica quando si muovono all’assalto delle vetrine e tutti dichiarano di sentirsi spossati dopo un pomeriggio di shopping, addirittura più stanchi che dopo una giornata di attività sportiva e molti hanno addirittura confessato che, muovendosi senza sosta da una vetrina all’altra, spesso finiscono per saltare anche il pranzo. E così le donne percorrono, solo grazie alla loro passione per lo shopping, 7.305 dei 10.000 passi al giorno prescritti dai medici. Insomma pare proprio che, tra le sue indubbie doti antistress e i suoi benefici effetti sul girovita, l’unico lato negativo dello shopping sia il suo effetto “brucia soldi”! Valentina Sanseveverino |