 Caserta – E dire che, venerdì sera, la concorrenza era delle più temibili: Elton John a Piazza del Plebiscito a Napoli, per di più gratis. Ciò nonostante erano svariate centinaia le persone accorse all’Old River Park di Castel Morrone per la seconda serata del Caserta Rock Fest, una delle poche rassegne organizzate al Sud dedicate alla musica rock, punk, indie, ska e alternative. Eccellente il programma della serata, anche se le mie attese erano concentrate su di lui: Cristian Bugatti, in arte Bugo, cantautore di talento e personaggio sconcertante. Arriva sul palco per ultimo (è lui del resto l’artista principale della serata), quando oramai è passata l’una, assieme ai tre musicisti della sua band che sembrano tre gemelli tanto sono uguali. Il Bugatti, originario delle montagne piemontesi, è altissimo, magrissimo e ha la barba incolta. E’ avvolto in un poncho che gli avevo visto già altre volte, una pezza dai colori indefinibili che vanno dal blu al lillà. Canta canzoni che già conosco, ma le canta in modo diverso da come sono incise nel cd: del resto una cosa è la musica fatta in studio e una cosa quella suonata dal vivo, no? Sa scuotere la gente, non è mai banale, non si sa se sta scazzato e turbato o calmo e di buon umore (forse niente di tutto ciò, ma non importa), a un certo punto scende dal palco e si mette a suonare a pochi centimetri dai ragazzi. Il pubblico lo apprezza e lo segue, conosce i suoi brani che di sicuro non sentirete a Domenica In ma che, a seconda dei casi, ti restano nella mente nel cuore o dove capita: come “C’è crisi”, così adatta ai tempi sciagurati che viviamo; o “Amore mio infinito”, che in altri contesti ha cantato con Violante Placido; o “Nel giro giusto”, canzone che ha aperto la stupefacente performance di venerdì, quella in cui implora il suo interlocutore di farlo entrare nel giro giusto, quello della gente “in”. Poi ha cantato d’amore, ma a modo suo: “Love boat”, “La felicità”, ma soprattutto “Che diritti ho su di te?”, tutti brani che non ha senso commentare ma solo ascoltare. Il tipo è di poche e nette parole. Roba che ti fa divertire un mondo, la sua, ma che all’occorrenza ti fa salire un bel po’ di malinconia. Una figata pazzesca! Antonio Cilardo direttore@tuttiinpiazza.it |