 Signore e signori: Attentato! Miei cari, la situazione è seria e la degenerazione incombe. La violenza come terreno di opposizione politica è storicamente un dato di fatto tristemente noto, colpisce spesso a tradimento, più volte mentre i protagonisti sono impegnati a mostrarsi al popolo in tutto il loro splendore. Atti organizzati o spontanei ma pur sempre efficaci e puntuali. Per questo, e per altri motivi, la statuetta del duomo di Milano non può essere considerata alla stregua di un kalashnikov, e il disgraziato che ha rotto il naso del Premier non può essere un oppositore politico. Cavolo, non può esserlo, altrimenti saremmo davvero all’ammazzacaffè. Voglio credere, considerando che mai mi sarà dato sapere la verità sui fatti, che si tratti di un uomo esasperato dal disprezzo che il Presidente non si cura di nascondere verso il popolo della terza settimana, quello che non arriva a pagare il mutuo, quella che se gli va bene, a fine mese mangia le conserve e lo scatolame. Lui si rivolge al popolo che non è in crisi, quello che si spalma l’olio solare alle Maldive e chiama i figli come una discoteca o una macchina da corsa. E’ quello il popolo che lo ascolta e che non lo condanna, mai. Come un figlio nelle braccia della più tenera delle madri egli si affida totalmente al suo gruppo di elettori che lo hanno investito del potere più assoluto. Tutto gli è perdonato e lui ripaga a grandi mani l’imperterrito fronte comune. E’ lecito quindi pensare che un gesto che di politico ha praticamente nulla si trasformi nel tentativo di golpe di comunisti poveracci ed è ragionevole aspettarsi la prossima lotta mediatica sui tiggì di mezzo mondo. Questo episodio non è contropotere, ma l’ipotesi che il signor Tartaglia sia solo un povero pazzo non regge granché…di certo ha messo il centrosinistra in un bel casino, diffamazioni e strumentalizzazioni a pioggia cadranno sulla nostra povera italietta a caterve ben assestate e a ben poco serviranno i bigliettini di pronta guarigione che gli invierà un po’ tutta la creme. Oggi si fa un passo indietro e si condanna la violenza: benissimo e molto opportuno, ma questo nasino rotto lo pagheremo caro, fiumi d’inchiostro e veleno. E se l’indignazione civile arriva, ed è bene che ci sia, dall’altra parte alcuni si sono già iscritti al fan club dell’aggressore, da povero pazzo ad eroe in 0,5 secondi, e questo sì che dovrebbe far conseguire l’indignazione, mostra senza vergogna del cattivo gusto e di un bel po’ di sadismo. Ma insomma, il volto tumefatto di una persona dovrebbe comunque creare un fattore di pietas, la violenza è la forza di chi non riesce a farsi ascoltare, ed anche se il problema è che l’interlocutore è sordo, è giusto fermare questo perverso tira e molla. Almeno noi popolo elettore pensiamo alle conseguenze prima delle azioni, e in questo Paese ridicolo per forma e dimensione, mandiamogli due fiori ed un biglietto per le Maldive. Un lungo, lunghissimo viaggio non potrà che giovargli. Bruna Arena Bree13@libero.it |